Pensioni, Scatta l'adeguamento al "milione" per gli invalidi civili totali

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Lo prevede un passaggio del Decreto Legge "Agosto" in esecuzione della sentenza della Corte Costituzionale numero 152/2020.

Dal 20 Luglio adeguamento a 651,51 euro al mese ma solo per i soggetti sprovvisti di altri redditi.

Pensioni di invalidità più alte per gli invalidi civili totali. L'articolo 15 del DL 104/2020 (DL "Agosto") in vigore ufficialmente dallo scorso 15 Agosto riconosce, infatti, anche agli invalidi civili totali, ai sordomuti, ai ciechi civili assoluti nonché ai titolari di pensione di inabilità previdenziale di cui alla legge 222/1984 la corresponsione della maggiorazione di cui all'articolo 38 della legge 448/2001 (il cd. "incremento al milione") dal 18° anno in poi (anziché dal 60° anno) in presenza dei rispettivi requisiti reddituali. Il provvedimento recepisce così la sentenza numero 152/2020 con cui la Consulta aveva dichiarato inadeguato l'importo della pensione riconosciuta agli invalidi civili totali e discriminatorio l'accesso alla maggiorazione sociale solo al raggiungimento dell'età anagrafica di 60 anni.

Incremento non retroattivo

Per effetto della suddetta modifica normativa a decorrere dal 20 luglio 2020 gli invalidi civili totali, i sordomuti e i ciechi civili assoluti potranno godere di un aumento dei relativi trattamenti assistenziali sino a 651,51 euro mensili (x 13 mensilità). L'aumento non è riconosciuto a tutti i titolari ma solo a coloro che rispettano un reddito annuo: a) personale non superiore a 8.469,63 se trattasi di beneficiario non coniugato; b) personale non superiore a 8.469,63 e coniugale non superiore a 14.447,42 se trattasi di beneficiario coniugato. Ai fini della valutazione del requisito reddituale concorrono i redditi di qualsiasi natura (anche quelli esenti da irpef) con l'esclusione del reddito della casa di abitazione di cui è proprietario il pensionato o il coniuge, le pensioni di guerra, le indennità di accompagnamento di ogni tipo, l'importo aggiuntivo, i trattamenti di famiglia. Non ci sono effetti retroattivi, quindi non saranno corrisposti arretrati riferiti a periodi temporali anteriori al 20 luglio 2020.

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